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La frattura di clavicola è molto più frequente di quello che si possa pensare. Rappresenta infatti il 5% di tutte le fratture coinvolgendo principalmente sportivi come conseguenza di un trauma.

Che cos’è la clavicola?

La clavicola è l’osso a forma di S che collega lo sterno con la scapola.

La frattura della clavicola è più frequente di quanto si pensi, specialmente tra chi pratica sport come ciclismo, enduro, downhill e motociclismo.

Qual è il ruolo della clavicola?

La clavicola svolge diverse funzioni fondamentali:

  1. Protezione della colonna cervicale: funge da “parafulmine” in caso di cadute, impedendo che l’impatto raggiunga il collo e la testa. Spesso si frattura proprio a causa di una forza trasmessa indirettamente dal braccio o dalla mano.
  2. Connessione tra sterno e scapola: stabilizzata da articolazioni rigide, può subire anche lussazioni a livello sternoclavicolare o acromioclavicolare (tra scapola e clavicola).
  3. Ancoraggio muscolare: punto di inserzione per muscoli importanti come il grande pettorale, il deltoide e il muscolo sternocleidomastoideo.
  4. Ancoraggio legamentoso: i legamenti principali che si inseriscono sulla clavicola sono il legamento conoide e trapezoide e il legamento acromion-clavicolari. Il legamento conoide e trapezioide hanno principalmente un ruolo di controllo del movimento verticale e della stabilità supero-inferiore. Il legamento acromion clavicolare invece stabilizza invece maggiormente il movimento orizzontale e la stabilità antero-posteriore. Il legamento trapezoide rispetto al legamento conoide è più vicino all’articolazione acromion-clavicolare (si attacca sulla clavicola a circa 3 cm dall’articolazione). Il legamento conoide si attacca invece sulla clavicola a circa 4.5 cm dall’articolazione acromion-clavicolare.
  5. Movimento dell’arto superiore: sebbene meno visibile a occhio nudo, anche la clavicola con un movimento di rotazione partecipa attivamente al movimento di elevazione dell’arto superiore eseguendo una rotazione di circa 30°.

Come mi accorgo se ho una frattura di clavicola?

La clavicola è facilmente palpabile sotto la pelle, specialmente nelle persone magre. In caso di frattura che avviene spesso in seguito ad un trauma, oltre al dolore intenso, spesso si nota una deformità evidente: il moncone vicino allo sterno tende a spostarsi verso l’alto, creando una sporgenza visibile sotto la pelle.

Perchè molto spesso le fratture della clavicola sono scomposte?

Per capire il motivo per cui le fratture della clavicola tendono a scomporsi, bisogna conoscere accuratamente l’anatomia e nello specifico quali strutture si inseriscono sulla clavicola stessa. Nella parte della clavicola più vicino allo sterno si inserisce il muscolo sternocleidomastoideo che origina dall’osso temporale. Il muscolo sternocleidomastoideo tende dunque a trazionare la parte più vicina allo sterno della clavicola verso l’alto. Nella parte della clavicola più vicina alla scapola si inseriscono invece i muscoli deltoide e pettorale che a differenza del muscolo sternocleidomastoideo tendono a trazionare la parte laterale della clavicola verso il basso. Cosi facendo le fratture nella parte centrale della clavicola avranno un frammento che viene trazionato verso l’alto e l’altro frammento che viene trazionato verso il basso rendendo cosi la frattura scomposta.

La frattura della clavicola richiede sempre l’intervento chirurgico?

Non tutte le fratture di clavicola necessitano di un intervento chirurgico, anzi. La scelta dipende da diversi fattori:

  • Gravità e tipologia della frattura;
  • Età e livello sportivo del paziente;
  • Esigenze funzionali e sportive.

Altri criteri radiografici ci fanno capire se effettivamente è necessario ricorrere alla chirurgia.

Trattamento conservativo (non chirurgico): cosa comporta?

In molti casi si può trattare la frattura della clavicola senza chirurgia, utilizzando un tutore specifico per circa 25-30 giorni. Questo tutore ha lo scopo di riallineare i frammenti di frattura ed evitare una scomposizione della stessa.

Successivamente, è necessario un percorso riabilitativo mirato per recuperare completamente il movimento e prevenire complicanze.

Quando è necessario operarsi? E quanto prima va fatto?

Se la frattura è scomposta in maniera significativa, o se sono coinvolti anche i legamenti, l’intervento chirurgico è la prima scelta. L’operazione dovrebbe essere eseguita il prima possibile per facilitare il recupero e la corretta guarigione. Generalmente, si utilizza una placca per riallineare correttamente l’osso e ripristinare la sua lunghezza naturale.

Quali complicanze possono verificarsi nella frattura di clavicola?

La clavicola partecipa attivamente ed in modo significativo al movimento completo della spalla. La spalla si muove come un insieme di anelli e quando uno degli anelli non funziona bene o si rompe (come nella frattura di clavicola), gli altri devono compensare. Per questo quando una frattura non guarisce bene può creare squilibri e compensazioni da parte delle articolazioni circostanti, aumentando il rischio di dolore cronico, limitazione funzionale e difficoltà a tornare all’attività sportiva.

Conclusione

Per gli sportivi di circa 30 anni, un trattamento rapido ed efficace della frattura della clavicola è essenziale per garantire il pieno ritorno alle attività sportive. Consultare tempestivamente uno specialista ortopedico permette di scegliere il percorso terapeutico più appropriato per tornare rapidamente in forma.

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Domande Frequenti

No. a volte queste fratture possono essere trattate con un tutore.
Il tutore viene tenuto per un periodo di tempo più breve, se viene eseguito l’intervento chirurgico. In caso di trattamento non chirurgico, il tutore viene tenuto per circa 30 giorni.
Lo sport in cui non viene previsto il contatto può essere praticato già dopo tre mesi dall’intervento chirurgico
Molto spesso si. Soprattutto nello sportivo ad alto livello.
In questo caso, sarà necessario intervenire chirurgicamente fissando e stabilizzando la frattura della clavicola e contemporaneamente riducendo e stabilizzando la lussazione acromion-clavicolare.

Sono Edoardo Gaj, chirurgo ortopedico specializzato in patologie di spalla e ginocchio. Ho conseguito la Specializzazione in Ortopedia e Traumatologia e un Dottorato di ricerca presso l'Università La Sapienza di Roma. Sono medico ufficiale della FIGC e membro di società scientifiche italiane ed europee come SIOT, SICSeG e SECEC. Ho all'attivo numerose pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali. Il mio approccio parte sempre dall'ascolto: ogni percorso di cura è costruito sulla persona, non solo sulla diagnosi. Opero a Roma con tecniche artroscopiche e mininvasive.

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