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Sutura della cuffia dei rotatori: intervento, recupero e risultati

La cuffia dei rotatori è un insieme di quattro muscoli e dei rispettivi tendini che, partendo dalla scapola, avvolgono come una cuffia la testa dell’omero. I tendini sono quattro e non tutti svolgono la stessa funzione. Il sovraspinoso, il sottospinoso e il piccolo rotondo si occupano prevalentemente del meccanismo di rotazione esterna, fondamentale in molti gesti della vita quotidiana come pettinarsi, radersi la barba o prendere la cintura di sicurezza in macchina. Il sottoscapolare è invece l’unico che si occupa della rotazione interna, utile ad esempio per fare il bidet o allacciarsi il reggiseno.

 

Questi quattro tendini sono dunque fondamentali nello svolgimento delle normali attività della vita quotidiana ed è per questo che, quando uno di essi si lesiona in seguito a un trauma, ce ne accorgiamo subito.

 

Lesione della cuffia dei rotatori: cause, sintomi e quando preoccuparsi

Le lesioni dei tendini della cuffia dei rotatori sono un evento molto più frequente di quanto si possa immaginare. Il 70-80% di queste lesioni è su base degenerativa, legata all’età e alla graduale usura di questo tendine che, invecchiando, va progressivamente incontro a un processo di logoramento che porta, alla lunga, a una lesione che coinvolge tutto lo spessore del tendine stesso.

 

La restante percentuale va invece incontro a una rottura della cuffia dei rotatori come conseguenza di un trauma, una caduta o un evento acuto che produce spesso un allungamento eccessivo delle fibre del tendine con conseguente rottura.

 

Al momento del trauma non possiamo naturalmente essere consapevoli del tipo di danno che è stato fatto; proprio per questa ragione è bene recarsi sempre al pronto soccorso, dove è possibile escludere fratture. Successivamente è fondamentale rivolgersi a uno specialista della spalla, che saprà indirizzarti su come risolvere il tuo problema.

 

I sintomi più frequenti per cui è raccomandato recarsi da uno specialista ortopedico della spalla sono sicuramente tre:

    1. dolore;
    2. perdita di forza;
    3. limitazione dell’arco di movimento della spalla.

 

Il dolore nella rottura della cuffia dei rotatori è tipicamente notturno: non ci permette di dormire bene, ma migliora assumendo a letto una posizione semi-seduta.

 

La perdita di forza è invece sicuramente il segno che più preoccupa il paziente. È bene sottolineare, però, che non sempre il deficit di forza è indice di rottura. A volte il paziente, a causa del processo infiammatorio in atto, non esercita forza per paura di sentire dolore. In questo caso sono fondamentali la visita ortopedica specialistica e la risonanza magnetica per stabilire se la perdita di forza è dovuta al processo infiammatorio oppure alla rottura del tendine.

 

La limitazione del movimento, invece, non è un segno sempre presente. Soprattutto nei casi in cui il tendine si rompe a causa di un processo degenerativo, molto spesso impiega mesi per rompersi completamente; di conseguenza la spalla mette in atto dei meccanismi di compensazione per cui il movimento rimane conservato.

 

Quando è necessario l’intervento di sutura della cuffia dei rotatori

Partiamo col dire che non sempre l’intervento chirurgico è indicato nei casi di rottura della cuffia dei rotatori. Il tendine può rompersi in diversi modi e non sempre è possibile ripararlo.

 

Nelle rotture parziali del tendine, dove quindi il tendine non è rotto in tutto il suo spessore, il mio approccio nella maggior parte dei casi è poco aggressivo dal punto di vista chirurgico. Mi piace cominciare con ciò che è più semplice e non con ciò che è più complesso. È fondamentale però, per me, essere chiaro con il paziente e spiegargli che non solo il trattamento non chirurgico potrebbe non essere risolutivo, ma che, non operando, la lesione potrebbe ingrandirsi e andare a coinvolgere tutto lo spessore del tendine.

 

All’estremo opposto ci sono casi in cui il tendine è talmente rotto e retratto, con un muscolo che, avendo smesso di funzionare da tanto tempo, si è atrofizzato, che andare a ripararlo non è una buona soluzione, perché il rischio che possa rompersi nuovamente è troppo alto.

 

Dunque, il tipo di trattamento va personalizzato sulle caratteristiche del paziente, sul tipo di lesione e sulle aspettative del paziente stesso. Ci sono casi in cui il trattamento conservativo, basato sulla fisioterapia ed eventualmente su infiltrazioni, dà ottimi risultati in termini di funzione e dolore, e altri in cui la chirurgia è l’unica soluzione.

 

Ci tengo però a sottolineare che il trattamento non chirurgico non ci dà la possibilità di riparare la lesione e riattaccare il tendine all’osso.

 

In cosa consiste l’intervento di sutura della cuffia dei rotatori

L’operazione alla cuffia dei rotatori è poco invasiva e si esegue in artroscopia, effettuando 3-5 incisioni da circa 0,5 cm in prossimità della spalla. Dopo aver inserito un’ottica all’interno dell’articolazione, attraverso gli altri due piccoli accessi si lavora per recuperare il tendine e ancorarlo all’osso con delle ancorine e fili ad altissima resistenza.

 

Esistono molte tecniche chirurgiche che possono essere utilizzate per effettuare la sutura della cuffia dei rotatori in artroscopia e, anche in questo caso, è necessario personalizzare l’intervento in base alla lesione e al tipo di paziente.

 

L’intervento chirurgico di riparazione della cuffia dei rotatori ha una durata di circa 30-40 minuti, in base alla grandezza della lesione e al numero di tendini coinvolti. È fondamentale chiarire che la riparazione del tendine con fili e ancorine permette un’iniziale fissazione all’osso. Successivamente, il processo biologico del nostro organismo farà sì che si formino dei ponti tra l’osso e il tendine riparato, rendendo il costrutto molto più stabile e duraturo nel tempo.

 

Cosa succede prima dell’intervento

Per decidere se sia necessario eseguire l’intervento chirurgico, il paziente dovrà sottoporsi a una visita specialistica in cui l’ortopedico specializzato nella spalla eseguirà la valutazione clinica, prenderà visione degli accertamenti effettuati e stabilirà se sarà necessario ricorrere a un intervento chirurgico. Il momento della visita con il chirurgo ortopedico è fondamentale per il paziente, poiché avrà modo di porre tutte le domande e dirimere i propri dubbi.

 

Se l’indicazione sarà quella dell’intervento, non sarà sempre possibile per l’ortopedico stabilire immediatamente una data per l’operazione, ma sarà fondamentale per il paziente mantenere un contatto diretto con il chirurgo al fine di chiarire ogni eventuale dubbio.

 

Il giorno dell’intervento: cosa deve aspettarsi il paziente

Il giorno dell’intervento il paziente verrà ricoverato presso il reparto e successivamente indirizzato in sala operatoria. Lì ad accoglierlo ci saranno l’ortopedico, l’anestesista e il personale di sala operatoria. Tutti insieme formano l’équipe chirurgica e, seppur con ruoli differenti, sono fondamentali per la buona riuscita dell’intervento.

 

Una volta giunti in sala operatoria, verrà posizionato un ago al paziente in modo da poter infondere facilmente i farmaci. Successivamente l’anestesista provvederà a eseguire l’anestesia, che ha lo scopo di addormentare il braccio così da non far sentire nulla al paziente. Se il paziente lo preferisce, ma sempre a discrezione dell’anestesista, potrà essere sedato in modo da non percepire i “rumori” della sala operatoria.

 

Al termine dell’intervento il paziente tornerà nella camera del reparto, dove rimarrà fino alla mattina seguente, momento in cui verrà dimesso e potrà fare ritorno al proprio domicilio.

 

Durante tutto il periodo post-operatorio il paziente sarà seguito dal chirurgo operatore con visite inizialmente cadenzate ogni 15-30 giorni, per poi allungare progressivamente l’intervallo dei controlli fino a distanza di mesi.

 

Dopo la sutura della cuffia dei rotatori: decorso post-operatorio e riabilitazione

Il periodo post-operatorio è importante tanto quanto l’intervento chirurgico. In questa fase il paziente viene affidato al terapista, che dovrà seguire le indicazioni del protocollo riabilitativo post-operatorio, monitorare i miglioramenti e, se possibile, rimanere a stretto contatto con il chirurgo operatore.

 

Nel momento in cui il paziente viene dimesso inizia il recupero dall’intervento alla cuffia dei rotatori, che molto spesso prevede di indossare un tutore 24 ore su 24 per una durata di 3-4 settimane.

 

Nelle prime settimane sarà fondamentale seguire le istruzioni fornite riguardo all’utilizzo del tutore e alla terapia farmacologica post-operatoria.

 

È normale, nel primo periodo post-operatorio, avvertire dolore, soprattutto quando si assume la posizione sdraiata a letto. Per questa ragione è utile dormire con più cuscini sotto la testa, in modo da rimanere semiseduti. In caso di dolore è consigliabile evitare che diventi troppo intenso assumendo, se necessario, la terapia antidolorifica.

 

Tempi di recupero dopo l’intervento alla cuffia dei rotatori

Le tempistiche di ripresa variano da paziente a paziente e sicuramente il tipo di intervento chirurgico eseguito è fondamentale per stabilire tempistiche precise.

 

Come già detto in precedenza, il tutore verrà indossato per un periodo di 3-4 settimane. In questo arco di tempo i tessuti iniziano il processo di guarigione, che ha una durata di circa 6 settimane.

 

Molto spesso però, una volta rimosso il tutore, al fine di evitare una successiva rigidità post-operatoria, verrà permesso al paziente di muovere il braccio solo passivamente, così da prevenire la rigidità senza sovraccaricare il tendine riparato.

 

Il movimento attivo verrà concesso al paziente molto spesso solo dopo la 6ª-8ª settimana post-operatoria.

 

Quali risultati aspettarsi dalla sutura della cuffia dei rotatori

L’intervento di riparazione della cuffia dei rotatori è sicuro e, se eseguito con le giuste indicazioni, il tasso di complicanze è davvero molto basso. Sicuramente la prima cosa a migliorare, a parte l’immediato dolore post-operatorio, sarà il dolore notturno.

 

Il deficit di forza, invece, richiederà più tempo, soprattutto in quei pazienti in cui la rottura del tendine era legata a una sottostante base degenerativa instauratasi nel corso di mesi o anni.

 

Avere poche comorbidità (pressione alta, ipercolesterolemia, diabete) ed eseguire l’intervento in età più giovane aiuta sicuramente a recuperare più velocemente.

 

Possibili complicanze e rischi dell’intervento

Come ogni intervento chirurgico, anche l’intervento di sutura della cuffia dei rotatori può presentare delle complicanze. Essendo però un intervento poco invasivo, le possibili complicanze hanno percentuali davvero molto basse.

 

Sicuramente le complicanze più frequenti sono due:

 

  1. Re-rottura: si verifica più frequentemente nei casi in cui il tendine è particolarmente usurato e il muscolo degenerato e atrofico.
  2. Rigidità: a causa della paura di muoversi, il paziente sviluppa un atteggiamento antalgico-protettivo che rallenta il recupero dell’arco di movimento nel periodo post-operatorio. Questa complicanza è solo iniziale, poiché nel tempo il paziente recupera completamente il movimento grazie alla fisioterapia.

 

Perché affidarsi a uno specialista della spalla per la chirurgia della cuffia dei rotatori

È importante affidarsi a specialisti della spalla, in quanto le insidie dopo l’intervento chirurgico di sutura della cuffia dei rotatori sono dietro l’angolo.

 

La bravura del chirurgo non consiste solo nell’eseguire l’intervento, ma anche nel seguire il paziente nel periodo post-operatorio e, in caso di complicanze, saperle riconoscere e soprattutto trattare.

 

Per questa ragione è fondamentale affidarsi a centri specializzati nella chirurgia della spalla, caratterizzati da un’elevata esperienza clinica, da un approccio personalizzato e dall’utilizzo di tecniche chirurgiche aggiornate. Strutture con alti volumi di interventi rappresentano spesso un punto di riferimento per la gestione di queste problematiche.

Domande Frequenti

Di solito si può tornare a guidare dopo 40-45 giorni dall’intervento chirurgico.
Dipende dal tipo di lavoro. Per lavori pesanti possono essere necessari anche 3-4 mesi. Per lavori sedentari, non appena rimosso il tutore è possibile ipotizzare un ritorno all’attività lavorativa, senza però trascurare il percorso fisioterapico post-operatorio.
Il ritorno all’attività sportiva specifica è molto variabile in base allo sport praticato. È importante sottolineare come il movimento, la deambulazione e il mantenersi attivi, anche durante il periodo di utilizzo del tutore, abbiano un’incidenza molto positiva sul recupero.
Sì, il tendine può rompersi di nuovo. Le percentuali di una seconda rottura dipendono però da molte variabili.
Nei primi giorni post-operatori potrebbe essere doloroso soprattutto dormire o stare sdraiati a letto; per questo è fondamentale un’accurata gestione della terapia antidolorifica post-operatoria.

Sono Edoardo Gaj, chirurgo ortopedico specializzato in patologie di spalla e ginocchio. Ho conseguito la Specializzazione in Ortopedia e Traumatologia e un Dottorato di ricerca presso l'Università La Sapienza di Roma. Sono medico ufficiale della FIGC e membro di società scientifiche italiane ed europee come SIOT, SICSeG e SECEC. Ho all'attivo numerose pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali. Il mio approccio parte sempre dall'ascolto: ogni percorso di cura è costruito sulla persona, non solo sulla diagnosi. Opero a Roma con tecniche artroscopiche e mininvasive.

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