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Lesione della cuffia dei rotatori a Roma: è sempre necessario l’intervento chirurgico?

Se nel referto della tua risonanza magnetica compare una lesione della cuffia dei rotatori, è normale chiedersi: “Devo operarmi?”

Questa è una delle domande più frequenti che ricevo nel mio ambulatorio di ortopedia della spalla a Roma. La risposta, tuttavia, è: non sempre.

Non tutte le lesioni ai tendini della spalla richiedono un intervento

I tendini della cuffia dei rotatori lavorano in sinergia come una squadra. In molti casi, quando uno di essi è danneggiato, gli altri possono compensare il deficit. Inoltre, nelle persone con più di 60-65 anni, è comune riscontrare lesioni dovute all’usura legata all’età, spesso asintomatiche e senza necessità di intervento chirurgico.

Un esempio semplice per capire meglio

Immagina un tendine come un vestito ben usato: con il tempo, anche se lo si ripara, sarà più fragile e soggetto a nuovi strappi. Questo è il motivo per cui non tutte le rotture dei tendini della cuffia devono essere trattate chirurgicamente.

Come si fa la diagnosi di lesione della cuffia dei rotatori?

La diagnosi di rottura della cuffia dei rotatori viene eseguita durante una visita ambulatoriale con l’ortopedico specialista della spalla. Esistono diversi test clinici per valutare ciascuno dei quattro tendini che compongono la cuffia dei rotatori (sovraspinoso, sottospinoso, piccolo rotondo e sottoscapolare).

Durante la visita ortopedica nel mio studio a Roma utilizzo abitualmente i seguenti test diagnostici per valutare una lesione della cuffia dei rotatori:

  • Test di Jobe
  • Test di Bear Hug
  • Test di Neer
  • Test di Patte
  • Test di Lift-Off

Inoltre, valuto sempre la forza in rotazione interna ed esterna della spalla.

La visita viene eseguita con il paziente in piedi e l’ortopedico alle sue spalle, ma in alcuni casi specifici può essere necessario ripetere i test anche con il paziente sdraiato sul lettino, per evitare compensi scapolari che possano falsare l’esito degli esami.

Al termine della valutazione clinica, è fondamentale analizzare esami strumentali specifici come la radiografia e la risonanza magnetica ad alto campo. Questi esami permettono di visualizzare la lesione, definirne l’estensione e valutare se sarà necessaria una soluzione chirurgica o se sarà più appropriato iniziare con un trattamento fisioterapico conservativo.

Perché è importante indagare se il paziente ha patologie sistemiche?

Durante la visita specialistica per una sospetta rottura della cuffia dei rotatori chiedo sempre al paziente quali farmaci assume e se soffre di patologie sistemiche come diabete, ipertensione o se è un fumatore.

Queste informazioni sono fondamentali perché i tendini della cuffia dei rotatori sono irrorati da piccoli vasi sanguigni, la cui funzionalità può essere compromessa da alcune condizioni mediche. In presenza di più patologie sistemiche associate e in caso di rotture molto ampie, il rischio di una nuova rottura del tendine dopo la riparazione chirurgica aumenta significativamente.

 

Le opzioni di trattamento per la lesione della cuffia dei rotatori

1. Trattamento conservativo (non chirurgico)

Questa opzione è consigliata quando:

  • I tendini sono troppo danneggiati per essere riparati
  • C’è un alto rischio di recidiva dopo l’intervento

Gli obiettivi del trattamento conservativo sono:

  • Ridurre il dolore
  • Mantenere o recuperare il miglior arco di movimento possibile

I principali strumenti terapeutici sono:

  • Farmaci antinfiammatori o infiltrazioni per controllare il dolore
  • Fisioterapia ed esercizi mirati per rinforzare la muscolatura e sviluppare meccanismi di compenso

2. Intervento chirurgico in artroscopia

L’intervento è indicato quando:

  • È presente un deficit di forza significativo
  • I tendini risultano distaccati ma non retratti, quindi potenzialmente riparabili

La tecnica utilizzata è l’artroscopia della spalla, una procedura mini-invasiva che prevede 3-4 incisioni di circa 0,5 cm. Questo approccio consente di visualizzare e trattare la lesione all’interno dell’articolazione con strumenti di precisione.

 

Mia esperienza di un caso clinico esemplificativo di lesione della cuffia dei rotatori post traumatica

Nel mio ambulatorio della spalla a Roma ho visitato recentemente un paziente di 52 anni, sportivo, che aveva subito un trauma indiretto alla spalla a seguito di una caduta in bicicletta durante un’uscita sul lago di Bracciano.

Inizialmente portato in ambulanza al pronto soccorso, il paziente aveva effettuato una radiografia che non mostrava alcuna frattura. A causa del persistere di un dolore notturno intenso, il paziente ha deciso autonomamente di effettuare una risonanza magnetica che mi ha poi portato in visione.

Durante la visita specialistica, avvenuta poco dopo il trauma, il paziente presentava un movimento passivo completo ma doloroso. Tuttavia, il movimento attivo risultava fortemente limitato oltre i 90°. I test clinici specifici hanno confermato una rottura dei tendini sovraspinoso e sottoscapolare.

Considerata l’origine traumatica della lesione e la giovane età del paziente, è stata indicata una riparazione chirurgica artroscopica della cuffia dei rotatori. In casi come questo, la tempestività dell’intervento chirurgico permette di evitare immobilizzazioni inutili e prolungate, favorendo un recupero anatomico ottimale.

Dopo l’intervento, è fondamentale seguire un percorso riabilitativo accurato, con step precisi di recupero per consentire al paziente di tornare in breve tempo alle sue normali attività sportive e lavorative.

Cuffia Dei Rotatori

Hai una lesione della cuffia dei rotatori? Ecco cosa fare

Ogni caso è unico e deve essere valutato attentamente da uno specialista della spalla.

👉 Contatta il Dott. Edoardo Gaj, ortopedico esperto nella cura delle patologie della spalla a Roma, per una valutazione personalizzata, un piano di trattamento su misura e per ottenere i migliori risultati.

Domande Frequenti

Purtroppo NO, le lesioni della cuffia dei rotatori non guariscono spontaneamente. Quando la lesione interessa l’intero spessore del tendine (lesione a tutto spessore), non è possibile una guarigione spontanea e, nella maggior parte dei casi, è necessario un trattamento chirurgico. Se invece la lesione coinvolge meno del 50% dello spessore tendineo (lesione parziale), è possibile ottenere un miglioramento clinico anche con un trattamento conservativo, senza intervento chirurgico. In presenza di una lesione parziale della cuffia dei rotatori, è fondamentale eseguire controlli clinici e strumentali regolari per monitorare l’evoluzione della situazione ed evitare che la lesione si estenda fino a coinvolgere tutto lo spessore del tendine.
L’intervento chirurgico non è indicato in tutti i pazienti con lesioni della cuffia dei rotatori. La decisione sul tipo di trattamento da intraprendere si basa su diversi fattori, tra cui:
  • l’intensità del dolore
  • il grado di limitazione funzionale
  • l’età e lo stile di vita del paziente
  • il tipo e l’estensione della lesione
  • la valutazione clinica durante la visita specialistica
Proprio la visita ortopedica è il momento fondamentale per valutare l’insieme di questi parametri e stabilire se è necessario procedere con un trattamento conservativo o se è indicato l’intervento chirurgico.
La risonanza magnetica ad alto campo (1.5 Tesla) è uno strumento diagnostico fondamentale nella valutazione delle lesioni della cuffia dei rotatori, soprattutto quando si prende in considerazione un intervento chirurgico di sutura. Questo esame consente di visualizzare con precisione:
  • l’estensione e la profondità della lesione
  • il grado di retrazione tendinea
  • la qualità del muscolo e la presenza di atrofia o degenerazione
Grazie alla visione tridimensionale della lesione, la risonanza magnetica permette di pianificare con accuratezza l’intervento chirurgico, garantendo al paziente una strategia terapeutica personalizzata ed efficace.
Le tempistiche di recupero dopo un intervento chirurgico alla cuffia dei rotatori possono variare in base a diversi fattori, come l’età del paziente, il tipo di lesione trattata, la tecnica chirurgica utilizzata e l’aderenza al protocollo riabilitativo. In generale:
  • Dopo circa 4–6 settimane è possibile tornare a svolgere una vita quotidiana normale, comprese attività leggere come guidare e lavorare al computer.
  • Per attività fisiche più intense, come sollevare pesi o praticare sport, è necessario un recupero più lungo, che può richiedere 6 mesi a seconda del caso.
Un programma di fisioterapia personalizzata e progressiva è fondamentale per il successo dell’intervento e per un ritorno sicuro e stabile alla piena funzionalità della spalla.
Il trattamento conservativo risulta particolarmente efficace nei pazienti over 65–70 anni con lesioni degenerative della cuffia dei rotatori. In questa fascia d’età, il rischio di recidiva dopo l’intervento chirurgico è più elevato, a causa della qualità tendinea compromessa e di una minore capacità rigenerativa dei tessuti. Per questo motivo, la chirurgia viene spesso sconsigliata, soprattutto in assenza di gravi deficit funzionali. Un approccio conservativo ben strutturato, può portare a buoni risultati in termini di controllo del dolore e miglioramento della funzionalità della spalla, migliorando la qualità di vita del paziente senza dover ricorrere all’intervento.

Sono Edoardo Gaj, chirurgo ortopedico specializzato in patologie di spalla e ginocchio. Ho conseguito la Specializzazione in Ortopedia e Traumatologia e un Dottorato di ricerca presso l'Università La Sapienza di Roma. Sono medico ufficiale della FIGC e membro di società scientifiche italiane ed europee come SIOT, SICSeG e SECEC. Ho all'attivo numerose pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali. Il mio approccio parte sempre dall'ascolto: ogni percorso di cura è costruito sulla persona, non solo sulla diagnosi. Opero a Roma con tecniche artroscopiche e mininvasive.

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