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Che cos’è il Regeneten della spalla e quando viene utilizzato nella chirurgia della cuffia dei rotatori?

Il Regeneten della spalla è uno strumento tecnologico innovativo utilizzato prevalentemente nella chirurgia artroscopica della spalla con lo scopo di ridurre il rischio di recidiva dopo un intervento chirurgico di riparazione della cuffia dei rotatori.

Uno dei principali interrogativi che ci poniamo quando affrontiamo un intervento chirurgico di riparazione della cuffia dei rotatori è: il tendine guarirà correttamente? Purtroppo, anche dopo un intervento ben eseguito, esiste un rischio di re-rottura che può variare tra il 10% e il 20%.

Il tendine sovraspinoso è quello che più frequentemente va incontro a lesione, specialmente con l’avanzare dell’età. In molti casi, questa rottura è del tutto asintomatica e viene scoperta per caso. Tuttavia, quando il dolore è presente e l’indicazione all’intervento è corretta, la riparazione chirurgica diventa una valida opzione.

Come avviene la riparazione chirurgica della cuffia dei rotatori?

L’intervento consiste nel posizionare uno o più ancore metalliche nell’osso, dalle quali fuoriescono fili ad altissima resistenza. Questi fili vengono fatti passare nel tendine lesionato e servono ad ancorarlo saldamente all’osso, favorendo la guarigione. In aggiunta vengono sempre adottati degli accorgimenti chirurgici che ci permettono di velocizzare e favorire il processo integrativo tra tendine ed osso.

Dopo l’intervento chirurgico di riparazione artroscopica della cuffia dei rotatori, il paziente indossa un tutore post-operatorio che ha lo scopo di proteggere la riparazione e favorire l’integrazione tra tendine e osso.

Cos’è il Regeneten della spalla?

Da qualche anno sono venute a supporto delle nuove tecnologie come il Regeneten.

Il Regeneten è una membrana bioinduttiva di ultima generazione progettata per favorire il processo di guarigione del tendine dopo la sua riparazione. Il regeneten della spalla viene posizionato direttamente sopra il tendine riparato, sfruttando gli stessi accessi chirurgici utilizzati per l’intervento tradizionale, e viene fissato con fili che dopo poche settimane si riassorbono autonomamente.

Il suo scopo è quello di stimolare la rigenerazione tendinea, migliorando l’integrazione tra tendine e osso e riducendo il rischio di nuove rotture.

Regeneten spalla

A chi è indicato l’uso del Regeneten?

Il Regeneten può essere utilizzato in tutti i pazienti sottoposti a riparazione della cuffia dei rotatori, ma risulta particolarmente utile nei soggetti a maggiore rischio di re-rottura, come:

  • Fumatori
  • Pazienti ipertesi
  • Soggetti con ipercolesterolemia
  • Persone con lesioni tendinee degenerative

Quali sono i vantaggi del Regeneten della spalla?

Oltre a migliorare l’integrazione tendine-osso, recenti studi suggeriscono che il Regeneten possa accelerare il ritorno alle attività sportive e quotidiane, riducendo i tempi di recupero. Naturalmente ogni caso va valutato singolarmente in base alle caratteristiche del paziente

 

Regeneten Spalla

 

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Domande Frequenti

Viene applicato nei pazienti con maggior rischio di recidiva, ad esempio in caso di lesioni degenerative, ipertensione o fumo.
I fori per applicare il Regeneten sono di circa 5 mm e sono gli stessi che si utilizzano per l’artroscopia “normale”. Si utilizzano generalmente 3-4 accessi artroscopici.
No, la sua applicazione non aumenta né il dolore post-operatorio né l’invasività dell’intervento.
Favorisce una guarigione più solida e naturale del tendine, riducendo il rischio di re-rottura senza allungare i tempi chirurgici o di recupero post operatorio.
Assolutamente no. In alcuni casi può addirittura accelerare i tempi di recupero, facilitando il ritorno all’attività fisica e sportiva.

Sono Edoardo Gaj, chirurgo ortopedico specializzato in patologie di spalla e ginocchio. Ho conseguito la Specializzazione in Ortopedia e Traumatologia e un Dottorato di ricerca presso l'Università La Sapienza di Roma. Sono medico ufficiale della FIGC e membro di società scientifiche italiane ed europee come SIOT, SICSeG e SECEC. Ho all'attivo numerose pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali. Il mio approccio parte sempre dall'ascolto: ogni percorso di cura è costruito sulla persona, non solo sulla diagnosi. Opero a Roma con tecniche artroscopiche e mininvasive.

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