Infiltrazioni alla spalla: cosa sono e quando si effettuano?
Devi eseguire delle infiltrazioni alla spalla a Roma?
Le infiltrazioni alla spalla sono procedure terapeutiche molto diffuse in ambito ortopedico, generalmente eseguite in ambulatorio dallo specialista ortopedico ma vanno eseguite con criterio.
Dove vengono eseguite le infiltrazioni alla spalla?
Sebbene le infiltrazioni siano considerate procedure minimamente invasive, è fondamentale eseguirle in un ambiente sterile dopo un’accurata disinfezione della cute, per prevenire eventuali infezioni.
A Roma le infiltrazioni alla spalla vengo eseguite nel mio ambulatorio, in un ambiente pulito e sicuro.
Agli occhi del paziente possono apparire simili a semplici punture intramuscolari, ma in realtà le infiltrazioni vengono effettuate in punti anatomici precisi della spalla, generalmente inserendo l’ago dalla parte posteriore o anteriore della spalla. Il punto di iniezione specifico è meno rilevante e rimane a discrezione dell’ortopedico, poiché l’obiettivo è iniettare il farmaco nel punto più vicino possibile all’area dolorosa o infiammata.
Che tipi di infiltrazioni esistono alla spalla?
Le infiltrazioni alla spalla possono essere eseguite principalmente in due sedi anatomiche:
- Infiltrazioni intrarticolari: eseguite direttamente all’interno della capsula articolare. Questo tipo di infiltrazioni è utilizzato frequentemente in caso di capsulite adesiva, una condizione caratterizzata da dolore e limitazione dei movimenti della spalla e nei casi di artropatica concentrica.
- Infiltrazioni subacromiali: effettuate nello spazio subacromiale, situato tra l’acromion (parte laterale della scapola) e i tendini della cuffia dei rotatori. Sono particolarmente indicate in caso di rottura o infiammazione della cuffia dei rotatori come nella tendinopatia calcifica.
Quali farmaci sono usati nelle infiltrazioni?
I medicinali impiegati nelle infiltrazioni alla spalla variano a seconda della patologia trattata. Il cortisone rappresenta sicuramente il farmaco più utilizzato, grazie al suo potente effetto antinfiammatorio. Tuttavia, è possibile utilizzare anche altri farmaci, come l’acido ialuronico, per migliorare la funzionalità articolare e ridurre il dolore.
Quali sono gli obiettivi e i benefici delle infiltrazioni alla spalla?
Lo scopo principale delle infiltrazioni alla spalla
è alleviare rapidamente il dolore e ridurre l’infiammazione, consentendo così un migliore recupero funzionale della spalla attraverso la riabilitazione. I benefici solitamente sono percepiti già entro 24-48 ore dopo la procedura.
È importante sottolineare che solitamente non è sufficiente una singola infiltrazione; Nel mio studio a Roma generalmente sono consigliate almeno tre sedute per ottenere un risultato ottimale e duraturo.
È bene ricordare che soprattutto nei casi in cui è necessario eseguire interventi chirurgici di sostituzione protesica, bisogna attendere almeno quattro- sei mesi dall’ultima infiltrazione prima di eseguire l’intervento chirurgico.
Esistono altri tipi di infiltrazioni alla spalla?
Sì, nel mio studio a Roma oltre alle infiltrazioni classiche a livello gleno-omerale, è possibile eseguire infiltrazioni anche nelle articolazioni acromion-clavicolare o sterno-clavicolare. Tuttavia, queste articolazioni sono più piccole e quindi la quantità di farmaco iniettato sarà inferiore. Di conseguenza, queste infiltrazioni potrebbero risultare più fastidiose o dolorose rispetto a quelle effettuate nell’articolazione principale della spalla.
Cosa aspettarsi durante l’infiltrazione alla spalla?
Durante l’esecuzione dell’infiltrazione, il paziente avvertirà un lieve pizzico causato dall’ingresso dell’ago. Spesso, però, il maggior fastidio è causato dal liquido iniettato, che può generare una sensazione di pressione interna. Ad ogni modo, la procedura è generalmente ben tollerata dai pazienti e il disagio è solitamente minimo e limitato.
Cosa aspettarsi dopo aver eseguito un’infiltrazione alla spalla?
Dopo un’infiltrazione è raccomandabile evitare di sovraccaricare la spalla, sollevare pesi o praticare attività sportive per almeno 48 ore. È consigliato applicare ghiaccio, non direttamente sulla pelle, per circa 20 minuti, più volte al giorno, per ridurre l’infiammazione.
In caso di dolore intenso, è possibile assumere farmaci antinfiammatori compatibili con le allergie personali del paziente, come Oki o Aulin. Le normali attività quotidiane, che non comportano sforzi o sollevamento di pesi, potranno essere riprese immediatamente dopo la procedura.
È possibile avvertire dolore dopo l’infiltrazione alla spalla?
Assolutamente si, è possibile avvertire dolore nelle prime 24-48 ore dall’infiltrazione. Questo non deve però spaventare i pazienti poiché la sintomatologia regredirà spontaneamente.
È spesso utile applicare ghiaccio ed eventualmente assumere un antinfiammatorio in modo da lenire il dolore.
Ci possono essere delle complicanze dopo l’infiltrazione?
Come in tutte le procedure ci possono essere delle complicanze. La più frequente è sicuramente il dolore che però regredisce spontaneamente nelle prime 24-48 ore nella quasi totalità dei casi.
Sono descritte complicanze anche maggiori ma in casi davvero molto rari ( < di 1 caso ogni 10.000 pazienti infiltrati).
Conclusione
Che si tratti di un trattamento conservativo o preparatorio all’intervento chirurgico, nel mio studio a Roma le infiltrazioni alla spalla rappresentano un’efficace soluzione terapeutica, in grado di migliorare significativamente la qualità di vita del paziente, riducendo dolore e limitazioni funzionali.
La mia esperienza in un caso clinico esemplificativo di infiltrazioni per rottura della cuffia dei rotatori
Donna di 63 anni con dolore alla spalla destra, presente soprattutto di notte, che perdura da oltre quattro mesi. La paziente riferisce che già da alcuni anni avvertiva saltuariamente dolore in alcuni movimenti specifici, come pettinarsi o sollevare il braccio, accompagnato da un deficit di forza.
Durante la visita ortopedica sono risultati positivi tutti i test clinici indicativi di una rottura completa della cuffia dei rotatori, in particolare del tendine del muscolo sovraspinoso.
Per confermare il sospetto diagnostico è stata eseguita una risonanza magnetica ad alto campo, che ha evidenziato una rottura completa del tendine sovraspinoso. Le caratteristiche della lesione rendevano la paziente candidabile a un trattamento chirurgico mini-invasivo in artroscopia, mirato alla riparazione dei tendini lesionati.
Tuttavia, a causa di impegni familiari, la paziente non potrà sottoporsi all’intervento chirurgico prima di sei mesi. Per alleviare il dolore e migliorare la qualità della vita in attesa della chirurgia, è stato impostato un trattamento conservativo composto da:
- Un ciclo di tre infiltrazioni subacromiali con corticosteroide
- Fisioterapia mirata per migliorare il movimento articolare e ridurre il dolore
Il trattamento risolutivo consisterà in un intervento in artroscopia per il riattacco dei tendini della cuffia dei rotatori, procedura che consente una riparazione anatomica con tecnica mini-invasiva, tempi di recupero più rapidi e minore dolore post-operatorio.

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