La cuffia dei rotatori è un insieme di 4 muscoli e relativi tendini che originano dalla scapola e si inseriscono sulla testa dell’omero andando a formare un cappuccio, una cuffia che riveste la parte più superiore dell’omero stesso.
I sintomi relativi alla lesione della cuffia dei rotatori vengono spesso riferiti dal paziente nella parte laterale alta del braccio e non nella zona del muscolo trapezio o in vicinanza della colonna cervicale.
Molto spesso quindi il dolore che il paziente riferisce alla spalla è più facilmente riferibile ad una problematica cervicale.
I Sintomi principali della lesione
I sintomi legati alla rottura della cuffia dei rotatori sono molteplici ma, uno dei più frequenti, è il dolore che tipicamente si manifesta di notte, a riposo, nella posizione sdraiata a letto.
I motivi del dolore notturno sono molteplici ma i più rilevanti sono:
- Aumento dell’irroramento dei tessuti infiammati dovuto alla posizione supina;
- L’immobilizzazione dell’arto durante la notte porta ad una maggiore stasi del processo infiammatorio;
- Il dolore la notte è percepito in modo amplificato in quanto il nostro cervello non ha ulteriori ‘distrazioni’.
La perdita di forza è spesso uno dei sintomi principali che spinge il paziente a rivolgersi all’ortopedico. Quando la lesione del tendine interessa tutto il suo spessore, compare un evidente deficit di forza dovuto a due fattori: da un lato la perdita di continuità delle fibre, che altera la biomeccanica del movimento, e dall’altro il dolore provocato dall’infiammazione, che riduce ulteriormente la capacità di utilizzare il muscolo.
La perdita di forza si manifesta soprattutto nei movimenti della spalla lontani dal corpo, come versare l’acqua da una bottiglia o sollevare oggetti dall’alto per poi portarli verso il basso. Al contrario, sollevare o trasportare pesi mantenendoli vicino al corpo (ad esempio una cassa d’acqua o le buste della spesa) di solito non provoca dolore né riduzione di forza.
Un altro segnale che spesso porta il paziente a richiedere una visita è la difficoltà a eseguire movimenti che richiedono rotazioni della spalla, come usare il bidet o allacciare la cintura di sicurezza in auto senza ruotare il tronco.
Non dobbiamo però scordarci che molti di questi sintomi potrebbero non essere dovuti alla sola rottura della cuffia dei rotatori ma causati anche dall’associazione di altre patologie come la capsulite adesiva o la tendinopatia calcifica della spalla.
Differenze tra Infiammazione, Lesione e Rottura
In alcuni casi il dolore alla spalla non è dovuto a una rottura del tendine, ma a un semplice processo infiammatorio provocato da un sovraccarico — come dopo un allenamento intenso — oppure da uno sforzo prolungato, ad esempio durante un trasloco. In queste situazioni si sviluppa quella che viene definita tendinite.
Spesso questa condizione si associa anche a una tendinite del capo lungo del bicipite, che si manifesta con un dolore nella parte anteriore del braccio, talvolta irradiato fino al gomito, e che tende ad accentuarsi quando si porta il braccio indietro mantenendolo vicino al fianco.
Il sintomo e il segno che maggiormente ci permettono invece di discriminare se una rottura del tendine è completa o parziale è il deficit di forza. Quando una lesione è parziale vuol dire che non tutte le fibre sono staccate dall’osso e questo garantisce una continuità nel trasferimento dell’impulso dal muscolo all’osso mascherando la maggior parte delle volte il deficit di forza.
Nelle rotture totali invece quando la lesione coinvolge tutto lo spessore delle fibre del tendine viene a mancare la capacità del muscolo di trasferire la sua energia su una parte o tutta dell’osso. Cosi facendo si viene ad instaurare un chiaro deficit di forza.
Per valutare il deficit di forza è necessario eseguire dei test specifici che ci permettono di discriminare quale dei tendini della cuffia dei rotatori è coinvolto nella lesione
I test maggiormente utilizzati sono i seguenti: Test di Jobe; Test di Patte; Test Lift off; Test di Hawkins, Test Bear Hug; Test in rotazione esterna e rotazione interna.
Sintomi specifici: quando preoccuparsi
Quando si comincia ad avvertire un dolore alla spalla non sempre è necessario preoccuparsi. Alle volte, parlandone con il proprio medico di medicina generale, è possibile risolvere il dolore effettuando una terapia antinfiammatoria.
Nel momento in cui questo dolore comincia ad assumere le caratteristiche di una rottura, non recede neppure con la terapia farmacologica antinfiammatoria o si ripresenta alcuni giorni dopo aver sospeso l’antinfiammatorio è necessario effettuare una visita da uno specialista per approfondire il problema e arrivare ad una diagnosi precisa che ci permette di instaurare un trattamento.
La presenza invece del deficit di forza associato al dolore è un chiaro segno della necessità di effettuare una visita specialistica.
Come avviene la diagnosi: dal sintomo alla visita
Al giorno d’oggi è impossibile pensare di trattare il paziente fornendogli una diagnosi precisa basata solo sull’esame obiettivo.
L’esame obiettivo con i test specifici è fondamentale e ci permette di arrivare ad un sospetto diagnostico che poi dovrà essere necessariamente confermato da un esame diagnostico.
Gli esami diagnostici che ritengo sempre necessari svolgere per effettuare una corretta diagnosi sono la radiografia della spalla e la risonanza magnetica.
Questi ci permettono di vedere e valutare elementi della spalla completamenti diversi fra loro e, nella maggior parte dei casi, ci permetto non solo di confermare la diagnosi ma anche di capire quale trattamento sarà più efficace e fatto su misura per il paziente.
Quando non serve operare: un caso reale di lesione della cuffia dei rotatori
Paziente di 72 anni si presenta alla visita per un dolore persistente nella parte laterale del braccio, talmente intenso da impedirle il sonno notturno. Negli ultimi tre mesi il dolore era progressivamente peggiorato, al punto da creare difficoltà nei gesti quotidiani, come togliere le pentole dai pensili o raggiungere gli scaffali più alti.
Durante la visita clinica, tutti i test specifici per la lesione della cuffia dei rotatori risultano positivi. La risonanza magnetica conferma la rottura, evidenziando inoltre un tendine molto retratto e usurato, un elemento importante per la scelta terapeutica.
Considerata la situazione generale della paziente e la scarsa qualità del tendine, insieme a lei abbiamo deciso di procedere con un trattamento conservativo, basato su fisioterapia mirata e infiltrazioni.
A tre mesi dall’ultima infiltrazione, la paziente riferisce un netto miglioramento del dolore e un quasi completo recupero della mobilità grazie al percorso fisioterapico.
Questo caso dimostra che non sempre è necessario ricorrere alla chirurgia: in alcune situazioni, un approccio mirato e non invasivo può portare a risultati molto soddisfacenti.
Trattamenti e Soluzioni
Il messaggio fondamentale è che non tutti i pazienti che lamento un dolore alla spalla sono affetti da una rottura della cuffia dei rotatori e non tutti i pazienti affetti da una rottura della cuffia dei rotatori sono canditati ad un intervento chirurgico.
Nella mia pratica clinica c’è molto spesso spazio ad un trattamento conservativo, non chirurgico
Quando però mi viene chiesto dal paziente se il trattamento non chirurgico permetterà al tendine di ripararsi da solo la mia risposta è molto netta: NO.
Purtroppo solo il trattamento chirurgico permette di riattaccare il tendine all’osso. Nonostante questo tanti pazienti riescono ad avere una buona qualità di vita anche con il tendine rotto.
Ad ogni modo il trattamento chirurgico è davvero molto poco invasivo, si esegue praticando 3-5 buchini da 5 mm e dura normalmente 30-40 min.
In conclusione, hai una dolore alla spalla e non sai come affrontarlo?
👉 Contatta il Dott. Edoardo Gaj, ortopedico esperto nella cura delle patologie della spalla a Roma, per una valutazione personalizzata, un piano di trattamento su misura e per ottenere i migliori risultati.
Una diagnosi precisa è il primo passo per tornare a muoverti bene e senza dolore.


















